Teoria Polivagale e Osteopatia

Neurocezione, l importanza di creare una connessione con il paziente in cui si senta in Sicurezza: per fidarsi e affidarsi.

Secondo Stephen Porges, professore di psichiatria e direttore del Brain-Body Center dell’Università dell’Illinois a Chicago, la relazionalita è un imperativo biologico. Non esistiamo se non in funzione dell’altro. La relazionalitá rappresenta l’anello di collegamento neurobiologico tra il comportamento e la salute sia sul piano fisico che psicologico.
Per poter entrare in relazione con l’altro, e quindi stare bene, l’essere umano ha bisogno di sentirsi sicuro. È attraverso la funzionalità del Sistema Nervoso Autonomo che l’individuo è in grado di valutare in modo immediato la presenza di segnali di pericolo o di sicurezza provenienti dall’ambiente circostante grazie alle informazioni derivanti dai sistemi sensoriali.
Il termine Neurocezione viene coniato da Porges per indicare il modo attraverso il quale i circuiti neurali sono in grado di identificare gli elementi di rischio presenti in una situazione e di attivare di conseguenza comportamenti di difesa o di socializzazione. Contrariamente alla Percezione che implica il coinvolgimento di percorsi corticali, la Neurocezione reagisce a segnali che attivano cambiamenti a livello del Sistema Nervoso Autonomo senza consapevolezza.
A grandi linee possiamo definire la Neurocezione come l’insieme dei segnali provenienti dal corpo che vanno a influenzare il processo decisionale e le risposte comportamentali in assenza della consapevolezza di ciò che li ha scatenati (Dana, 2018). Infatti, la Neurocezione è una reazione neurofisiologica inconsapevole che ha origine nelle parti primitive del cervello e dá luogo alle sensazioni generate dai visceri e dagli organi interni. In questo modo si crea uno stato fisiologico che determina una risposta comportamentale.
Tra le ipotesi che stanno alla base dell’anatomia della Neurocezione, Porges (2009b, 2011a) identifica tre strutture cardine: la Corteccia Temporale, il Grigio PeriAcqueduttale e l’Insula. La Corteccia Temporale riconosce la sicurezza o meno di una situazione e la comunica all’Amigdala per valutare insieme il da farsi sul piano comportamentale. Il Grigio PeriAcqueduttale, a sua volta, comunica con il Sistema Nervoso Simpatico e Dorso-Vagale per valutare l’attuazione di comportamenti di attacco, fuga o immobilizzazione. Infine, l’Insula, oltre ad essere coinvolta nell’interocezione, è deputata alla trasmissione del feedback viscerale alla consapevolezza (Craig, 2009a).
Una Neurocezione efficace permette all’individuo di reagire ai segnali di pericolo e di rilassarsi in situazioni di sicurezza. Talvolta però, la mancanza di sintonia, derivante da un trauma, può causare nel paziente un’incapacità di reazione adeguata ai segnali provenienti dell’ambiente portando l’individuo a difendersi anche quando non è necessario. Questo può spingere il terapeuta a definire inappropriata la reazione del paziente. Una conoscenza più approfondita, da parte del terapeuta, delle forme di funzionamento della Neurocezione e delle modalità attraverso le quali il Sistema Nervoso Autonomo entra in azione per fornire sicurezza e sopravvivenza all’ individuo, permette di giungere ad una conoscenza più approfondita del vissuto del paziente. Questo favorisce la creazione di un ambiente sicuro all’interno del quale il paziente può regolare il suo Sistema Nervoso Autonomo con il terapeuta e “sentirsi a casa”, elemento fondamentale per il benessere fisico e psicologico.

“Lo stato del Sistema Nervoso Autonomo è una componente di quasi ogni funzione in cui gli umani vengono coinvolti”
(Williamson, Porges, Lamb e Porges 2015, p.2)
Fonti : S.Porges, La Teoria Polivagale , D.Dana La Teoria Polivagale nella terapia

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